747 163. Voleva che i ministri della parola di Dio
attendessero agli studi sacri e non fossero impediti da nessun
altro impegno. Diceva infatti che sono stati scelti da un
gran re per bandire ai popoli gli editti che ascoltano dalla
sua bocca.
«Il predicatore – diceva - deve prima attingere
nel segreto della preghiera ciò che poi riverserà
nei discorsi. Prima deve riscaldarsi interiormente, per non
proferire all'esterno fredde parole». È un ufficio,
sottolineava, degno di riverenza, e tutti devono venerare
quelli che lo esercitano: «Essi sono la vita del corpo,
gli avversari dei demoni, essi sono la lampada del mondo».
Riteneva poi i dottori in sacra teologia degni di particolari
onori. Per questo una volta fece scrivere come norma generale:
«Dobbiamo onorare e venerare tutti i teologi e quanti
ci dispensano la parola di Dio come quelli che ci somministrano
spirito e vita».
748 E scrivendo una volta al beato Antonio, fece
iniziare la lettera così: «A frate Antonio, mio
vescovo».